La Regione Piemonte ha avviato il progetto «Intelligenza artificiale al servizio del traffico», finanziato con oltre 11,5 milioni di euro nell’ambito del Piano regionale di qualità dell’aria (Prqa) approvato a luglio 2026. L’obiettivo non è un nuovo divieto di circolazione, ma regolare in tempo reale i flussi dove si formano le code più lunghe, incrociando il traffico rilevato in strada con i dati di inquinamento (PM10, PM2.5 e NOx) delle centraline Arpa. Per chi entra o attraversa l’area metropolitana torinese ogni giorno, la novità riguarda soprattutto tempi ai semafori, messaggi sui cartelli a messaggio variabile e, nel medio periodo, una rete stradale più «dialogante» con i veicoli.
Cosa prevede il piano regionale
Il progetto si articola in due filoni. Sul fronte delle strade intelligenti, sensori negli incroci critici alimentano un sistema che, integrato con la centrale 5T, modifica automaticamente i cicli semaforici per smaltire le file quando il traffico e la qualità dell’aria lo richiedono. Sul fronte infomobilità, pannelli lungo le grandi arterie di accesso alle città avvisano in anticipo di ingorghi o picchi di inquinamento e suggeriscono deviazioni prima che l’automobilista resti bloccato con il motore al minimo. La Regione gestirà l’intervento in modo centralizzato, con co-progettazione con i Comuni interessati e gare d’appalto previste entro il 2027; il sistema complessivo dovrebbe essere a pieno regime entro il 2029.
Perché partono da Piazza Re Rebaudengo
La sperimentazione operativa è prevista entro fine 2026 proprio nello snodo di Piazza Re Rebaudengo, uno dei punti in cui convergono flussi verso il centro di Torino, verso la Tangenziale e verso la prima cintura. Da lì l’estensione toccherà i Comuni dove si concentrano spostamenti casa-lavoro e collegamenti con il trasporto pubblico: Beinasco, Orbassano, Grugliasco, Collegno, Settimo Torinese, San Mauro Torinese e Venaria Reale. Se abitate o lavorate in questa corona, negli prossimi mesi potreste notare prima i cartelli variabili e, man mano che l’hardware sarà installato, semafori che restano verdi un po’ più a lungo su una direttrice e si accorciano su un’altra: non è un guasto, è la logica del sistema che prova a tenere sotto controllo code e emissioni nello stesso tempo.
Cosa vedete al volante quando l’IA regola i semafori
A differenza di altre città europee che sperimentano soprattutto «onde verdi» o tempi di attesa più brevi, il Piemonte lega esplicitamente la regolazione al dato ambientale. In pratica, quando Arpa segnala un picco di polveri o ossidi di azoto in una zona servita dagli incroci connessi, l’algoritmo può privilegiare lo scorrimento lì dove riduce auto ferme con motore acceso, anche se ciò significa tempi leggermente diversi dal consueto su strade parallele. Per voi restano valide le regole ordinarie: limiti, precedenze e divieti ZTL non cambiano; cambia la probabilità di trovare un incrocio più fluido o, al contrario, un messaggio che vi invita a evitare un tratto già saturo.
Sui pannelli a messaggio variabile, l’effetto è più immediato: un avviso prima dell’ingresso in città vi dà ancora margine per scegliere la Tangenziale, un’arteria secondaria o un parcheggio di interscambio con il tram o la metropolitana. In questa fase conviene non trattare il display come decorazione: se segnala congestione o qualità dell’aria critica sul vostro asse abituale, la deviazione proposta è pensata per distribuire i veicoli prima che la coda si cristallizzi.
Calendario e cosa fare adesso
La tabella di marcia ufficiale prevede la manifestazione d’interesse entro dicembre 2026, la co-proiettazione all’inizio del 2027 e l’avvio delle gare entro settembre 2027. Fino ad allora, il comportamento utile resta quello di chi già attraversa l’hinterland torinese: controllare infomobilità (CCISS, app delle concessionarie, navigatori) soprattutto nelle fasce di punta, tenere distanze di sicurezza nei rallentamenti e evitare cambi corsia continui negli incroci semaforizzati, perché i sensori contano proprio su quei nodi. Chi fa più volte a settimana il tragitto casa-lavoro tra Torino e la prima cintura può tenere traccia dei chilometri percorsi con un registro digitale: su CarDiary il calcolo del rimborso chilometrico aiuta a documentare le trasferte se l’azienda riconosce i rimborsi secondo le tabelle ACI.
Negli anni successivi il piano parla anche di infrastruttura cooperativa, cioè strade capaci di scambiare informazioni con i veicoli connessi; oggi la maggior parte delle auto in circolazione non dialoga ancora con la centrale, ma i cartelli e i semafori adattivi sono il primo strato visibile. Restate aggiornati sui comunicati della Regione Piemonte e dei Comuni della cintura per cantieri, prove tecniche notturne e eventuali rettifiche ai percorsi suggeriti: quando un algoritmo sposta migliaia di auto, anche piccoli aggiustamenti possono modificare l’itinerario migliore da un mese all’altro.