A20 Palermo-Messina e A18 Messina-Catania: il MIT propone 60 km/h — cosa significa per chi guida in Sicilia

Chi attraversa la Sicilia in auto tra Palermo, Messina e Catania usa da decenni la dorsale costiera gestita dal Consorzi...

Chi attraversa la Sicilia in auto tra Palermo, Messina e Catania usa da decenni la dorsale costiera gestita dal Consorzio per le autostrade siciliane (CAS). Negli ultimi giorni il ministero dei Trasporti ha completato nuovi sopralluoghi su A20 e A18 e, secondo quanto riferito dalla stampa dopo le ispezioni, un dirigente incaricato dei controlli — Placido Migliorino — ha indicato che chiederà l’imposizione di un limite generale di 60 km/h su entrambe le autostrade, non come misura di traffico ma come risposta allo stato dell’infrastruttura.

Cosa hanno registrato le ispezioni del ministero

Le verifiche servivano a controllare se fossero partiti gli interventi urgenti prescritti nei mesi precedenti: guardrail, illuminazione delle gallerie, pavimentazione e viadotti. Il quadro emerso, descritto in modo articolato da Il Post, è quello di un’infrastruttura costruita in gran parte tra anni Sessanta e Settanta, con manutenzioni straordinarie rimaste indietro rispetto all’usura di quasi mezzo secolo di traffico. Migliorino ha parlato di barriere non sempre a norma, tratti bui in galleria e viadotti che richiedono attenzione immediata; sul lavoro svolto entro le scadenze ministeriali ha sottolineato che, rispetto alle prescrizioni, «è stato fatto ben poco» oltre ad alcuni adeguamenti puntuali dei guardrail.

Il contesto non è nato ieri: già in estate il ministero aveva avviato la procedura di revoca della concessione al CAS e, parallelamente, aveva quantificato in circa 5,5 miliardi di euro in dieci anni gli interventi strutturali necessari. Intanto restavano in campo ordini più rapidi: avviare lavori urgenti entro scadenze perse, con l’avvertimento che, in assenza di progressi, la chiusura delle autostrade restava l’extrema ratio. A settembre la Regione Siciliana ha annunciato risorse per gli interventi più urgenti; l’8 ottobre ha stanziato 13,3 milioni per segnaletica, pavimentazione, viadotti e illuminazione gallerie, mentre il CAS ha ribadito di aver avviato i cantieri e di contare anche su fondi del Fondo di sviluppo e coesione.

I tratti che il ministero indica come più sensibili

Non tutta la rete è descritta allo stesso modo: nelle relazioni citate dalla stampa spiccano due segmenti. Sulla A20 Palermo–Messina (183 km, da Buonfornello/Termini Imerese verso lo Stretto) il tratto tra Sant’Agata di Militello e Messina è indicato come particolarmente critico. Sulla A18 Messina–Catania (76 km lungo la costa orientale) la fascia Messina–Giarre concentra le stesse preoccupazioni. Sono tratti con gallerie, viadotti e curvature tipiche di un’autostrada di montagna-costiera: quando la pavimentazione perde aderenza o la segnaletica laterale non è visibile, la velocità di progetto smette di essere prudente.

Perché si parla di 60 km/h e non (solo) di cantieri

Un limite generalizzato a 60 km/h, se confermato dalle procedure del ministero, non sostituisce i lavori: li anticipa sul piano della sicurezza immediata. Su strade già soggette a temporanei restringimenti di corsia, la differenza percepita al volante può essere minore; il punto è che l’obiettivo diventa uniforme su tutta la corsia viabile, anche nei tratti che oggi sembrano «liberi» ma presentano guardrail o pavimentazione degradati. Per chi viaggia con roulotte, auto piena di bagagli o veicoli commerciali leggeri, la riduzione di velocità allunga i tempi di percorrenza Palermo–Catania via Messina, ma accorcia le distanze di frenata e riduce il carico dinamico su sospensioni e pneumatici in curva.

Cosa fare al volante nei prossimi giorni

Fino a eventuali provvedimenti formali pubblicati sui canali ufficiali, conviene assumere che controlli e limitazioni possano comparire con poco preavviso sui tratti già individuati. Prima di partire, verificare pressione e usura dei pneumatici (incluso il ruotino) e il funzionamento di tutte le luci: in gallerie con illuminazione insufficiente l’auto deve essere visibile anche senza affidarsi solo al baricentro della carreggiata. In autostrada tenere una distanza di sicurezza maggiore del solito e segnalare per tempo le frenate, perché la pavimentazione dissestata riduce l’aderenza soprattutto con asfalto bagnato dopo i temporali autunnali.

Nei restringimenti di corsia, rispettare rigorosamente i limiti temporanei e evitare manovre aggressive: i cantieri su viadotti spesso impongono inversioni di marcia o passaggi stretti tra barriere provvisorie. Se si viaggia di notte, valutare di posticipare il tratto Messina–Giarre o Sant’Agata–Messina al diurno, quando la visibilità compensa il traffico locale. Per spostamenti Palermo–Catania senza urgenza, la costa ionica offre alternative statale molto più lente ma talvolta preferibili se si vuole evitare tratti autostradali in cantiere; il compromesso è tempo e consumi, non una scelta «più comoda» in assoluto.

Dopo un viaggio lungo su tratti degradati, annotare in un registro digitale eventuali rumori anomali, vibrazioni o piccoli urti con buche salvati dal guardrail aiuta a programmare un controllo sospensioni e convergenza prima che diventi un intervento costoso; per chi usa già CarDiary, tenere traccia degli interventi in officina su questi chilometri «stressati» evita di dimenticare controlli che il libretto cartaceo non ricorda da solo.

Dove seguire aggiornamenti ufficiali

Limiti definitivi, chiusure notturne e deviazioni vanno verificati sui canali del gestore e del ministero, non solo sui social. Il sito del Consorzio autostrade siciliane e i numeri di assistenza stradale indicati in area di servizio restano il riferimento per chi è già in viaggio; per il quadro procedurale (concessione, prescrizioni, relazioni ispettive) conviene monitorare le comunicazioni del ministero dei Trasporti. In cabina, impostare il navigatore mostrando cantieri e code, ma non sostituire le segnaletica fisica e i pannelli a messaggio variabile: su A20 e A18, in autunno, la condizione della strada cambia più in fretta della mappa.


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